Adventurers!: piccole avventure ( ma non troppo)

Bentornati e bentrovati a tutti quanti, oggi ho deciso di approfondire l’argomento Adventurers!, già toccato qualche tempo addietro quando parlai dei giochi introduttivi (qui). Scritto da Umberto Pignatelli, autore tra le altre cose di Beast & Barbarians, Kata Kumbas (ambientazioni per Savage Worlds, già esaminate in questo blog), edito da Gramel (il sopracitato Beast & Barbarians, Nemezis, Wolsung) per quanto riguarda la versione originale. Il merito di aver localizzato questo titolo invece va alla Terra dei Giochi. Per evitare di creare confusione faccio presente che, nonostante nella versione italiana non venga fatto presente, questa è la traduzione della revised edition.

Ora bando agli indugi e procediamo ad osservare in maggiore dettaglio questo gioco.

Adventurers!

Lingua : italiano

Pagine : 52 (b/n)

Prezzo : 9,90 € (spillato, A5), 5 € (PDF)

Autore : Umberto Pignatelli

Editore : La terra dei Giochi

In questo manuale, nonostante le esigue dimensioni, è possibile trovare tutto quanto è necessario per giocare, o quasi (in effetti manca un’ambientazione, posso supporre data la sua natura generica, ma di questo approfondirò meglio dopo). All’atto pratico è possibile dividere questo volume in 3 parti, grossomodo eguali: la prima dedicata ai giocatori, la seconda al narratore e la terza all’equipaggiamento e al bestiario (costituiscono due capitoli separati, ma visto che l’ultimo comprende anche mezzi di trasporto di vario genere mi è sembrato opportuno accorparli).

due schede, già compilate

La creazione del personaggio, a livello meccanico, prevede solo quattro passi: la scelta del concetto, una o due parole per dare un’idea di massima del personaggio stesso; la determinazione delle caratteristiche, solo tre, generate distribuendo liberamente un determinato ammontare di punti; la scelta delle abilità, che possono fornire dei bonus in determinate circostanze o delle abilità particolari e insolite; e l’acquisto dell’equipaggiamento. La procedura per chi conosce il gioco è pressoché istantanea, e anche per il più inesperto, se ha un’idea di cosa vuole interpretare, con un minimo di assistenza richiede qualche minuto. Riguardo la progressione non sono previsti né livelli né classi, è completamente libera, spendendo i punti esperienza si possono migliorare gli aspetti che più interessano.

La risoluzione dei test è quanto di più immediato si possa immaginare: si lanciano 2 dadi da 6 al cui risultato si somma la caratteristica più adeguata, eventualmente considerando l’influenza di un’abilità pertinente se conosciuta (che il più delle volte crea una situazione di vantaggio, ovvero permette di lanciare un dado in più e di scartare il peggiore) per riuscire a superare una difficoltà scelta dal narratore.

La parte dedicata al narratore è sorprendentemente ricca: a parte spiegare i fondamenti, tratta anche argomenti un po’ più complessi, come l’uso dei veicoli, l’interazione fra soggetti di scale diverse, le battaglie campali, o un semplice ma efficacie sistema per personalizzare mostri e animali, che rende decisamente ricco un bestiario già piuttosto variegato.

Riguardo l’equipaggiamento volevo dire una sola cosa: al contrario di altri giochi in cui ci sono liste infinite di oggetti che all’atto pratico non servono o sono inutili, tutti quelli descritti nel manuale hanno un effetto pratico (magari marginale, ma concreto).

Devo ammettere che nel manuale non è inclusa un’ambientazione, nemmeno un accenno. Se da una parte questo è un problema, dall’altra esistono delle ambientazione molto ben fatte sia in italiano che in inglese, a prezzi paragonabili al manuale base. Quelle disponibili tramite la Terra dei Giochi sono: Dark Camelot (ispirata al ciclo bretone), Vigilantes (prodotto tutto italiano, ambientato fra le due guerre mondiali, dove i personaggi indossano una maschera per combattere contro il crimine), Eroi Olimpici (antica Grecia, all’epoca dei miti ellenici), Space Ranger (a metà fra la space opera e il western, pare che sia in corso un adattamento amatoriale per Star Wars). Ne esistono alcune, anche molto interessanti, che al momento esistono solo in inglese (o polacco). Aggiungo anche che volendo si potrebbero usare le ambientazioni ideate per la prima edizione, più economiche, ma costituite da un numero molto esiguo di pagine (come era politica di quella serie).

Conclusioni

Quanto detto sopra può far apparire Adventurers! come un prodotto molto semplice, forse anche troppo; questo è vero, ma solo in parte. Il gioco infatti è molto accessibile, ma ha sufficiente spessore da non apparire banale a chi è più appassionato all’aspetto meccanico, fornendo un buon dettaglio e una discreta possibilità di personalizzazione. Io, da giocatore appassionato di giochi con meccaniche pesanti, conobbi per caso la prima edizione e ne rimasi grandemente sorpreso: la flessibilità e l’accessibilità che dimostra di rado si vedono associate, e appaiono ancor più notevoli in un gioco così sintetico. È ovvio che davanti a pesi massimi quali possono essere D&D, GURPS o Savage Worlds debba cedere il campo, ma ritengo che siano anche paragoni ingiusti: nessuno dei titoli che ho citato riesce in così poco a coinvolgere così velocemente un nuovo giocatore (proprio in virtù della sua semplicità).

Fatta questa lunga premessa bisogna anche dire che non è privo di difetti, almeno due i più rilevanti, il primo l’assenza di un’ambientazione (di cui ho già parlato) o di un’avventura nel manuale base, il secondo è la reperibilità, dato che è acquistabile solo tramite il sito della Terra dei Giochi (non un una cosa insormontabile, ma per chi come me ama dare una sbirciata a un regolamento prima di acquistarlo è un piccolo fastidio). L’impaginazione è adeguata, ma la grafica è molto essenziale (ci sono solo 5 o 6 illustrazioni, gradevoli, ma un po’ troppo poche), questo fortunatamente non rende pesante la lettura, evitando l’effetto “muro di parole”.

Mi sento di raccomandarlo sia a chi cerca un titolo economico per cominciare a giocare (oltre il manuale sono richiesti solo 2 dadi classici) sia a chi, con più esperienza, ha voglia di dedicarsi a qualcosa di più leggero e non banale.

Alla prossima.