Recensione: the Mind

Ben tornati sulle pagine del blog Torre Nera. Oggi potrete leggere la mia recensione di “The Mind”, gioco di carte e abilità per  2-4 giocatori, durata 10 minuti circa , età consigliata 8+, portato in Italia da dV Giochi.

E’ doverosa una breve introduzione. The Mind è un gioco che ha riscosso un discreto successo, candidandosi allo Spiel des Jahres 2018 e ricevendo buone recensioni anche in Italia. Perchè lo recensisco anche io? Perchè penso che The Mind sia uno di quei giochi che lo ami o lo odi, non esiste via di mezzo. All’interno dell’associazione di cui faccio parte il gioco non ha riscosso successo e la mia intenzione è fare una recensione che considera un punto di vista meno entusiasta di quanto posso aver letto in altri siti.  Premetto che la presente recensione è soggettiva, e tende a considerare l’esperienza e il gusto di gioco di una ristretta cerchia di persone.

Cosa trovo nella scatola? 100 carte numerate da 1 a 100 più altre carte per tenere traccia del livello che si stà affrontando, delle vite rimaste e di eventuali aiuti. La componentistica è ridotta al minimo comunque discretamente bilanciata dato il prezzo di 10€ o poco più.

Come si svolge il gioco? Ogni giocatore ha una mano di carte più o meno grande a seconda del livello che stà affrontando. Lo scopo del gioco è scartare sul tavolo, in una unica pila comune tutte le carte che si hanno in mano, partendo dalla più bassa e arrivando alla più alta. Tutto sembra facile, ma non ho ancora detto che The Mind è il gioco dei muti, 🙂 ovvero non si può parlare, non ci sipuò fare segni o altro che aiutino a capire quando giocare la propria carta. Bisogna affrontare diversi livelli di gioco ognuno contraddistinto da un numero crescente  di carte da cui liberarsi. Completa il quadro di gioco un numero di errori massimo da poter fare, rappresentato dalle “vite” e aiuti sotto forma di Shuriken che permettono di eilimare alcune carte.

Quale esperienza di gioco offre? Ho fatto alcune partite con 3 o 4 amici. Mi sono trovato al tavolo e dopo lo spaesamento iniziale abbiamo cercato di calcolare le tempistiche di gioco e “indovinare” il momento in cui giocare la carta. Leggendo quanto suggerito sul libretto delle regole, abbiamo provato a contare mentalmente da 1 a 100 per coordinarci e riuscire a superare almeno il 2° livello.  Il suggerimento aiuta sicuramente a cordinarsi, ma arrivati al 4° livello dove per 4 volte consecutive ho contato sino a 100 mentalmente sperando che gli altri giocatori avessero mantenuto la mia stessa cadenza… ho trovato il tutto noioso e sopratutto frustrante! Il mio divertimento e la curiosità delle prima mani di gioco è stato rimpiazzato dalla noia. Sensazione condivisa dato che abbiamo interrotto la partita.

Breve discorso a parte per la grafica e materiali, le carte sono di buona qualità e telate, la grafica quasi astratta vede riportatto un coniglio “fluttuannte” e degli “Shuriken di vetro” che personalmente ho trovato fuori luogo e utili solamente a rendere il gioco ancora più assurdo e astratto. Avrei trovato molto più sensato carte evocanti la situazione che si stà cercando di creare, tipo una mente collettiva, un cervello stilizzato con gli occhiali qualsiasi altra cosa andava bene ma un coniglio fluttuante??? VERAMENTE non si è riuscito a trovare nulla di meglio? Delle stellina ninja trasparenti??? Dai non ci posso credere!

Considerazioni PERSONALI: Trovo The Mind un non-gioco, in quanto l’unica meccanica presente è quella di giocare carte intuendo il momento adeguato. Dopo la prima partita mi è venuto in mente il gioco di carte che in Romagna viene chiamato “Pelagallina”. L’idea di giocare carte al momento adeguato è plausibilmente fattibile se in mano ho una carta 30 e una 70, ma assolutamente casuale se i giocatori hanno in mano carte molto vicine come un 30 e un 33. Ho letto recensioni in cui si suggerisce di giocare The Mind con gli amici giusti e suggerendolo come gioco “alcolico”. Personalmente considero queste due argomentazioni non valide in quanto con gli amici giusti e con un pò di alcol può potenzialmente diventare divertente qualsiasi situazione.

Penso che The Mind si stato candidato allo Spiel des Jahres più per premiare la novità e il coraggio dell’idea che per una vera lode alle meccaniche o alla qualità del gioco.

Concludendo:

Pro:

-Ottimo prezzo.

-Esperienza di “gioco” nuova.

-Una sola meccanica la si può spiegare a TUTTI!

Contro:

-Lo vogliamo considerare un gioco?

-Ho letto di persone che in 3 sono arrivate a LV 12 al loro primo tentativo. Bene chiamate il CICAP... siete la prova vivente che esistono i poteri ESP.

A conlcusione della recensione, ribadisco che la recensione è un mio personale punto di vista e penso sia legittimo, in una moltitudine di recensioni positive, fare presente che esitono anche parere negativi.

 

2 commenti su “Recensione: the Mind”

  1. Penso che il gioco sia un haiku, una poesia ermetica perfetta. Evidentemente o non hai capito le regole o non ci sai giocare

  2. Ciao Rosaspina, probabilmente ho giocato con le regole corrette, visto la semplicità di questo e probabilmente non ho capito lo spirito del gioco. Un gioco che può essere “vinto” grazie alla presenza di un orologio a pendolo in una stanza, non rientra nel range dei giochi che mi interessano. Ti ringrazio per l’interesse dimostrato per la recensione, continua a leggerci. Ciao Fabio 😉

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