Lamentele di un vecchio giocatore di ruolo: i quickstart set

Bentornati e bentrovati a tutti quanti. Il caldo feroce di questi ultimi giorni mi ha indisposto non poco e quindi ho deciso di condividere il mio punto di vista, non proprio positivo, su un fenomeno relativamente recente (soprattutto per quanto riguarda il panorama italiano) del mondo dei giochi di ruolo: i set introduttivi , o quickstart set, se preferite la nomenclatura inglese. Premetto che cercherò come al solito di essere il più obiettivo possibile, anche per evitare che quanto scritto oggi possa passare per un lungo e lamentoso “ai miei tempi …”.

Per chi non avesse confidenza con i quickstart set, questi non sono giochi a se stanti ma consistono in un’avventura e quanto strettamente necessario per giocarla (le regole essenziali, le schede dei personaggi pregenerati, talvolta anche dadi e mappe). Associati normalmente ad un titolo di rilievo (difficilmente un prodotto indie riceverà questo trattamento), vengono distribuiti poco prima o in concomitanza con l’uscita di un gioco, con la funzione, in parole povere, di demo. A dirla tutta anche in passato qualcosa del genere era esistito, ma erano versioni diluite di giochi più complessi, semplificate ma complete (le vecchie scatole di D&D dovevano servire, in teoria, come introduzione a quello che sarebbe diventato l’Advanced Dungeons & Dragons, anche se in effetti, per tanti , è stato un gioco a se stante).

Fatta questa doverosa introduzione secondo me esistono tre problemi che saltano all’occhio e che non possono essere ignorati riguardo questo genere di prodotti, soprattutto considerando ciò che dovrebbero fare.
Primo fra tutti, ed è brutto a dirsi, il prezzo. Mi è capitato, in più di un’occasione, di vedere questi set introduttivi con un costo rilevante, paragonabile a quelli di altri manuali, meno blasonati, ma completi. Anche ammettendo di ignorare questo aspetto, nei casi più esosi il prezzo ammonta al 50% di quello del manuale , e se lo si ragiona come una forma di pubblicità o presentazione di quest’ultimo, e quindi si dovrebbe procedere all’acquisto di entrambi, le cifre cominciano a lievitare. È giusto fare presente che in questi casi il quickstart set normalmente si presenta in scatola, con il pieno assortimento di extra, e di conseguenza il prezzo risulta coerente con il materiale fornito.
Il secondo problema è da ricercarsi invece nei contenuti. Non che questi siano carenti o non in linea con le promesse, ma da quando visto il primo quickstart set mi è rimasta l’impressione che fossero molto fine a se stessi. Come ho accennato prima in questi le regole sono ridotte allo stretto indispensabile, e per quanto funzionali all’avventura che devono gestire, sono spesso troppo risicate anche solo per farsi un’idea di taluni aspetti: mi riferisco in particolare alla creazione del personaggio, assolutamente superflua ai fini di un prodotto del genere, ma molto importante nella struttura di un gdr (infatti tale processo occupa spesso una parte rilevante nei manuali). Così risulta difficile farsi un’idea d’insieme del gioco.
Terza ed ultima, la questione è l’esistenza di discrepanze che in taluni casi è possibile riscontrare tra il set introduttivo e la versione definitiva del gioco. Se queste in determinate circostanze sono accettabili (per esempio se associati ad un kickstarter, in cui hanno anche la funzione di playtest), in un prodotto commerciale lo sono meno, se non altro perché finiscono per sfalsare i pareri su un gioco.

Beninteso, nonostante quanto detto fino ad ora non condanno in sé l’idea, anzi, con le attuali tendenze (o necessità) del mercato può essere un sistema molto utile per cercare di conoscere meglio un gioco. Infatti al giorno d’oggi non è scontato avere l’opportunità di recarsi al negozio di fiducia per sbirciare dentro un manuale e farsene un’idea precisa (vuoi perché non si ha un negozio vicino, o perché questo a causa delle norme vigenti non può permettersi un magazzino ben fornito, o perché il prodotto è in vendita sigillato), costringendo ad un acquisto praticamente a scatola chiusa o, nel migliore dei casi, ad affidarsi alle recensioni, che rappresentano il punto di vista di un altro individuo, che può essere competente ed oggettivo, ma non possono tener conto dei gusti soggettivi. È proprio in questo senso, dando l’occasione di provare, il gioco prima di procedere all’acquisto, che i set introduttivi esprimono il meglio di loro. D’altronde ne esistono esempi “virtuosi”, come Root e Conan il Barbaro, con prezzi sensati (attorno alla decina di euro), o la nuova edizione di Runequest, disponibile gratuitamente in formato digitale; e rimanendo in ambito di formato digitale, i kickstarter li usano spesso come mezzo promozionale (per citarne due di cui ho già parlato, Uno Sguardo nel Buio e Broken Compass). Arrivando al sodo intendo dire che capisco la loro l’esistenza e posso anche apprezzarla, ma alle volte trovo carente il modo in cui viene messa in pratica.

Con questo concludo la mia invettiva, sperando di non avervi ammorbato troppo.

Alla prossima.

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