GRV spiegato a mia nonna | Sull’importanza di una sana autocritica

Più volte mi sono soffermato a parlare del come essere Narratore in un GdR dal vivo presenti sfide sostanzialmente diverse dallo svolgere lo stesso ruolo per la controparte cartacea. Tale consapevolezza giunge con la necessità di usare verso il proprio operato uno sguardo sufficientemente critico dal comprendere dove è possibile migliorare e come aggiustare la rotta di conseguenza.

In occasione del live promozionale tenutosi durante il Lucca Comics & Games 2017 ho avuto l’occasione d’interpretare Patroclo Sparavieri, un membro del Clan Gangrel – i vampiri più legati alla loro parte bestiale – appartenente ad un Casato militare degli Invictus – la congrega con aspirazioni nobiliari che mira a riunire sotto di sé tutto il potere della società vampirica. Si trattava di un binomio a me caro, in quanto era simile a quello del mio vecchio Personaggio – ora PNG, essendo entrato nello staff narrativo – per cui potevo muovermi in un territorio noto. Ho messo assieme un costume di modesto rispetto e mi sono proposto al live con la sicurezza di chi conosce il proprio mestiere.

Soltanto per realizzare di aver interpretato Patroclo allo stesso modo di tutti i Gangrel Invictus, PG e PNG, fatti sino a quel momento.

Ammetterò con estrema sincerità di essere rimasto particolarmente abbattuto da questa rivelazione, trovando in essa un motivo di biasimo unito alla certezza di aver offerto una performance scialba ed assolutamente poco incisiva. Guardando indietro ho potuto soltanto confermare tutta una serie di azioni e frasi ripetute allo spasimo in talmente tante occasioni da averli resi non soltanto banali ma anche privi di significato.

Ho messo a parte un altro Narratore dei miei dubbi e lui mi ha dato un ottimo spunto su cui riflettere. A volte, mi ha suggerito, basta trovare un espediente narrativo del tutto originale e strutturare la recitazione a partire da esso. Ossia prendere una particolare trovata interpretativa e costruire il PNG su di essa, piuttosto che fare l’inverso.

Il modo di parlare, un fissazione, un’aspirazione talmente forte da ripercuotersi all’esterno, una passione travolgente, un singolo oggetto ricorrente. Tutti elementi a me noti ma sino a quel momento releganti alla rifinitura del Personaggio e mai considerati come una base da cui partire. A guardare indietro questa conclusione era assolutamente logica, soprattutto considerando come un Personaggio Non Giocante debba il più delle volte servire ad uno scopo senza dare ai Giocatori il tempo di approfondirne la conoscenza, così da rendere molto più rilevante la singola caratteristica di spicco rispetto magari ad un Background corposo che il più delle volte nessuno conoscerà mai.

La disfatta personale di Lucca – pur essendo stato il live in sé un grande successo, tanto da esser valso al Capitolo di Bologna quattro potenziali nuovi soci che qui saluto – è stata l’occasione di ragionare anche sul ruolo dei PNG in rapporto al gioco dei PG. Come Narratori noi possiamo mettere sul cammino dei Giocatori delle porte, nella forma delle trame veicolate dai PNG. Porte, possibilità. Non binari entro i quali muoversi senza possibilità di deviazione.

Perché i Giocatori, alla fine della storia, devono essere liberi di fare quanto di loro gradimento nei limiti della cornice narrativa, a dire che pur con tutto l’impegno del comparto narrativo inevitabilmente i PG finiranno per seguire una strada tracciata dalle loro caratteristiche uniche e, soprattutto, dall’interazione con tutto l’universo degli altri Vampiri.

Diventa quindi fondamentale assumere un atteggiamento reattivo, di risposta nei confronti delle azioni incontrollabili di quei Giocatori ai quali, nel migliore dei casi, possiamo suggerire una direzione nella speranza di risultare abbastanza accattivanti da fargliela seguire. Domandarsi quindi cosa potrebbe piacere a loro piuttosto che ragionare su cosa a noi piacerebbe che a loro piacesse.

Ammettendo che, il più delle volte, se una Trama non viene seguita la colpa è in buona parte nostra.

Questo segna la fine dell’articolo. Come sempre, se desiderate che venga trattato un argomento particolare o avete delle domande, sentitevi liberi d’inserirle nei commenti ed io cercherò di venirvi incontro al meglio delle mie (relative) capacità.

Per ora l’augurio di una Lunga Notte e, sino al nostro prossimo incontro, complottate con giudizio!


Edoardo Bressan
AVST Bologna
Observer Invictus
Gruppo Letterario Camarilla Italia
www.camarillaitalia.it