Diario di una giocatrice di ruolo imbranata: il truccatore

Buonasera!

In questa nuova pagina del Diario di una giocatrice imbranata vorrei affrontare una figura che, bene o male, è presente in tutte o quasi le associazioni di gioco di ruolo dal vivo, fantasy o meno: il truccatore.

Sì, so cosa state pensando.

Sicuramente i truccatori hanno fatto dei corsi di make up ed effetti speciali”

Ah-a.
Come no.

La cruda verità è che i suddetti corsi costano. Una cifra.
Difficilmente troverete truccatori che hanno fatto del make up scenografico il proprio lavoro ma, se così fosse, sareste mooolto fortunati.
Perchè?
Beh, è vero che nei giochi di ruolo la componente dell’immaginazione è fondamentale ma…

…anche l’occhio vuole la sua parte.

Per esempio, giocare dal vivo con un Nosferatu che ha effettivamente la pelle bianca cadaverica, occhiaie e venature violacee, rende l’immersione più profonda e autentica rispetto all’immaginarlo e basta.
Credo che serva anche per staccarsi meglio dalla propria persona off game in favore di un avvicinamento al personaggio in game.

Ora, nel caso di un gdr live a tema vampiri, i make up ad effetti speciali non sono tantissimi: essendo truccatrice della mia associazione, ho visto cose che voi umani…
Ho sbiancato facce, tante facce, fatto occhiaie di diverso colore, vene, simboli strani e cicatrici.

Dove ho imparato?
Sul campo.
Esatto: non sono nata come truccatrice.
In realtà mi hanno appioppato il ruolo quasi come la santità e, di punto in bianco, mi sono ritrovata a dover gestire le esigenze di questo o quel giocatore, imparare tecniche e in certi casi anche improvvisarle, sperimentando sui malcapitati che finivano sotto le mie dolci manine.

Oltre a questo, ho imparato un’importante verità: il tempo va dosato.
Non esiste che una persona mi tenga impegnata per più di dieci minuti, questo perchè spesso e volentieri ce ne sono altre in fila che aspettano il trucco prima di cambiarsi…
Insomma, il motto di un truccatore (soprattutto se è uno solo) è:

Poco tempo, ma di qualità.

Non significa, quindi, che il make up è tirato via, semplicemente si adottano delle tecniche per velocizzare tempi che altrimenti diventano eccessivamente lunghi.
In certi casi è anche importante la cooperazione e comunicazione con i giocatori. Ossia: tizio x ha un trucco molto complesso da fare.
Tizio x lo sa, avverte per tempo il truccatore che valuterà se, come e in quanto tempo riuscirà a fare il make up richiesto.

Nella mia esperienza è successo che mi venisse chiesto qualcosa di assurdo che non avevo mai fatto, ad esempio creare una ferita abbastanza importante usando un materiale che non conoscevo: il lattice.

Ecco, il lattice, come il collodio, nei giochi horror è un must.
Mentre il collodio si stende tranquillamente sulla pelle e crea il “raggrinzimento” che simula la cicatrice, il lattice è più rognoso: è liquido e tremendamente appiccicoso.
Oltre a questo, non esiste spugnetta o pennello che si salvino dopo il passaggio del lattice: finiranno nel secchio, senza ritorno alcuno.
Come ho imparato a stenderlo? Non ho imparato, semplice.
Faccio un gran pastrocchio, ma come in tutte le cose ci devo prendere la mano e per questo non esiste video tutorial su Youtube che possa aiutarmi.

In ultima analisi, una cosa che spesso molti si dimenticano è che anche i truccatori sono giocatori.
Di conseguenza avrebbero bisogno pure loro di prepararsi e, in caso, farsi un trucco particolare o scenografico.

Immagino abbiate notato l’uso del condizionale.

Non è messo lì a caso.
Difficilmente un truccatore riesce a prepararsi prima del time in e se lo fa tralascerà sempre qualcosa perchè di fretta.
Esperienza personale.

La soluzione? Previdenza.
Truccarsi e cambiarsi prima o durante le pause.
Truccarsi poco (purtroppo) e non in modo troppo scenografico.
Oppure fare una scaletta in base ai make up da fare…se i giocatori si ricordano di avvertire il truccatore, chiaramente.

A parte i disagi, l’inesperienza e i sacrifici, fare il truccatore credo sia un’occupazione molto creativa che permette di entrare a contatto con i personaggi di tutti, dando vita alle idee dei giocatori, un po’ come un’artista che dipinge sulla tela…con la differenza che i frutti del suo lavoro si vedono sulle persone.
E fidatevi: quando viene fatta una foto, bella, d’effetto, e vi rendete conto che il trucco è quello che avete fatto voi…

è un sacco soddisfacente.

Sofia Starnai
Gruppo letterario Camarilla Italia

http://www.camarillaitalia.com


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