Charterstone, recensione (no spoiler)

Buongiorno e ben tornati a tutti sulle pagine del blog Torre Nera. Oggi vorrei recensire Charterstone, un gioco legacy di costruzione di villaggio. Ho da poco terminato tutta la campagna di 12 partite e finalmente posso dire anche io la mia su questo gioco. Ci tengo a precisare, in tutto l’articolo non ci saranno spoiler per futuri giocatori, dunque, leggete tranquilli.

Il nostro tabellone di gioco dopo 12 partite.

Per chi non sapesse cosa è un gioco legacy, è un nuovo modo di giocare, implementato da alcuni giochi, che consiste nel proporre una serie di partite che di volta in volta modificano anche fisicamente il gioco stesso. Per esempio in Charterstone quando costruisco un edificio attacco un etichetta sul tabellone, apro scatoline sigillate contenenti materiali extra, “gratto” via la patina argentata da alcune carte. Con una scatola del gioco si può giocare solo una serie di partite, nel caso di Charterstone 12 partite e alla fine di queste ci sarà un vincitore assoluto.

Come ho spiegato a mia moglie la tipologia di gioco Legacy? Un gioco che lo puoi giocare una volta sola… no, non c’entra nulla con The Ring e che dopo 7 giorni arriva Samara.

Iniziamo con la recensione. Charterstone è sostanzialmente un piazzamento lavoratori, com partite da un ora circa e adatto da 2 a 6 giocatori, ma lo consiglio per gruppi di almeno 4 o più. La mia campagna di partite è stata giocata in 4 e l’ho trovata soddisfacente.

Ottima la componentistica per questo Charterstone

A inizio campagna (la campagna è costituita da 12 partite) ricoprite il ruolo di un Settler (lo dico in inglese perchè colono è veramente brutto 😉 ) che assieme ad alcuni “collgeghi” giunge in una nuova valle per fondare un villaggio. Le prime partite introducono gradualmente le regole, se all’inizio avete solo alcune opzioni fra cui scegliere, man mano che il gioco progredisce si aggiungono tante, tantissime meccachine.

E’ presente una trama di fondo, che fa da filo conduttore, la sua presenza è gradevole ma comunque passa in secondo piano data l’importanza delle meccaniche e dell’effetto “scoperta delle nuove meccaniche” che ogni partita introduce.

Per iniziare a giocare bisogna leggere il regolamento, che introduce alle poche meccaniche di cui avete bisogno. Diciamo che in 10 minuti leggete il regolamento e poi lo spiegate ai vostri amici. Poi si inizia a giocare. Se all’inizio il gioco sembra banalotto e semplice con poche regole, andando avanti nella campagna si aggiungono tantissime, ma TANTISSIME VERAMENTE meccaniche nuove che arricchiscono il gioco rendendolo molto vario e appagante. Non posso dilungarmi molto sulle aggunte, in quanto non voglio “spolierare” niente, ma vi assicuro che ce ne sono per tutti i gusti.

Molto simpatiche le note di colore lungo tutta la campagna, che arricchiscono il mondo di Charterstone di dettagli.

Alla fine di ogni partita dovrete grattare una carta tipo “gratta e vinci” e questa vi permetterà di avere “bivi” nella trama e nell’evoluzione del gioco. Vi dico solamente che ci sono più finali e che in una partita non riuscirete a vedere tutte le possibilità della scatola.

Come potete aver capito, personalmente ho molto gradito Charterstone.

Unica pecca? Una traduzione un pò approssimativa delle carte e un regolamento non spiegato benissimo in alcune parti, che durante le partite ci ha causato dubbi che per fortuna abbiamo risolto con le FAQ’s disponibili in inglese. Comunque niente che invalidi l’esperienza di gioco.

Charterstone, consigliato agli amanti dei gestionali dal peso medio. Bellissima la componentistica Legacy. Se non avete mai provato un Legay iniziate da questo, se ne avete giocati altri e vi sono piaciuti, non lasciatevelo sfuggire.