Recensione King’s Dilemma (no spoiler)

King’s Dilemma, prendere decisioni difficili, non è mai stato così divertente!

Eccoci tornati, alla rubrica “RECENSIONI” boardgame, oggi vi voglio parlare di King’s Dilemma, gioco legacy, edito in Italia da Ghenos, per 3-5 giocatori. durata per partita circa un ora, prezzo del gioco 70€ circa

Ambientazione: King’s dilemma ci mette nei panni di un consigliere del Re. Ogni consigliere appartiene ad una “casata” o ad una fazione del regno, troveremo gli ecclesiasti, i mercanti, i militaristi, gli scienziati ecc…

Il gioco fornisce una mappa del regno, 12 fazioni, ognuna con il suo screen personalizzato, il proprio logo, motto, filosofia, background e stile di gioco. Si ha l’impressione di trovarsi davanti ad un generico mondo “medievale/low fantasy” ben strutturato e abbastanza classico

Meccanica: Di volta in volta, tramite una meccanica di “buste da aprire” vi troverete ad affrontare “dilemmi” su cui bisogna prendere una posizione. Che cosa sceglierete, sarà in parte guidato dal background della propria fazione e in parte dalla meccanica della gestione risorse. Nel gioco abbiamo un tabellone che ci permette di tenere traccia del benessere del regno e di come “forza militare, denaro, popolazione, cibo e cultura” possano aumentare o diminuire in base alle nostre decisioni. A seconda del ruolo che rivestite potreste volere che una determinata risorsa “sia più o meno abbondante” , per esempio, la fazione degli ecclesiasti che amministra “il Culto delle 7 sorelle” è conservatrice e richiede che la risorsa “cultura” sia sempre bassa.

Ogni decisioni viene presa dal Consiglio, tramite un sistema di votazione semplice, immediato e che funziona bene. Ogni dilemma prevede la risposta “SI o No” e giocando punti potere si può scegliere di “promuovere” una delle due scelte. Si possono cercare alleati che aiutino a perpetrare la propria causa e alla fine, la fazione con più punti potere vince. La maggior parte dei dilemmi portano alla variazione degli indicatori di risorse e ad aprire altre “buste” che introducono altri filoni narrativi.

Vi faccio un rapido esempio: Siamo tenuti a decidere se il principe del nostro regno dovrà sposare o meno una principessa di una tribù barbara che da anni è in conflitto con noi. Questo matrimonio porterebbe ricchezza e grano in quanto la tribù barbara ci porterà dei doni come “dote” ma esercito e cittadini non saranno contenti di questo matrimonio, che ci vede accettare i nostri nemici storici. In entrambi i casi apriremo una busta contenente altri dilemmi “carte” da aggiungere ad un mazzo già presente. Ogni turno andremo a pescare una carta e a confrontarci con quello che leggiamo.

Vi assicuro che il gioco è più difficile da spiegare che da giocare.

Materiali e grafica: I materiali sono funzionali al gioco, piuttosto semplici e di buona qualità. La grafica, sopratutto quella delle carte, è veramente bella, azzeccata e contribuisce a mantenere interessante il gioco e ha fornire dettagli sull’ambientazione.

Fattore Legacy: Come in tutti i legacy, avremo il piacere di scrivere su screen, sulle carte, attaccare etichette scarabocchiare il manuale e quanto altro. Apriremo buste che contengono le varie trame e scopriremo che determinate scelte fanno alzare una risorsa piuttosto che un altra. Il fattore legacy è molto forte (e personalmente lo trovo appagante) e questo comporta che l’esperienza di gioco possa essere fatta solo una volta, sia per via dei materiali usa e getta che della trama che si viene a scoprire. E’ anche vero che per ora, i “bivi” e la possibilità di scelta sono state talmente ampi che potrebbe essere interessante rigiocarlo e intraprendere altri filoni narrativi che non sono stati scelti.

Impressioni personali? Dopo diverse partite, almeno 7 o 8 non abbiamo ancora finito il gioco e l’impressione generale è che non siamo neanche a metà. Il gioco ha una meccanica semplice incentrata sulle votazioni, gestione risorse e contrattazione con gli altri giocatori. La narrazione degli eventi tiene vivo “l’hype” al tavolo e la voglia di andare avanti è comune a tutti i giocatori. Discutere sulle varie scelte crea un clima molto divertente al tavolo, con tradimenti, cambi repentini di idea, casate che scendono a patti indegni per denaro e altre cose simili. Il gioco spinge a dare il peggio di se stessi 🙂 🙂 🙂 e al tavolo si ride veramente tanto.

Potreste ritrovarvi a sostenere una scelta e la votazione seguente a cambiare completamente idea. Si creano situazioni divertenti, con giocatori che cercano di giustificare i propri repentini cambi di idee con teorie più o meno assurde.

Trovo un unico, trascurabile, difetto al gioco. A volte meccaniche di gioco e background della casata entrano in conflitto. Può capitare che interpretando “il background” della propria casata si vada in contrasto con la logica del gioco che vuole una gestione ottimale delle risorse, viceversa, seguendo la gestione della risorsa, non si segua la filosofia della nostra fazione.

Proprio per questa ultima considerazione, consiglio il gioco ad un gruppo affiatato, che voglia “più divertirsi” che seguire le meccaniche razionali “nude e crude”. Gli amanti dei german si troveranno un pò spiazzati mentre si divertirà molto di più chi cerca un esperienza, a metà fra il gioco da tavolo e il gioco di ruolo .

Fabio

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