Serate Playtest… si riparte

Ciao a tutti e ben tornati sulle pagine del blog Torre Nera… mi dispiace dirvelo ma l’estate stà finendo (winter is comming!), in tanti abbiamo già fatto le ferie e si rientra nelle città, riprendendo lavoro e abitudini consolidate.

Non tutto il male viene per nuocere e nel nostro caso, comunico che da settembre riprenderanno le serate di playtest boardgame. Gli incontri sono stati sospesi da giugno e il gruppo vantava già 7 partecipanti, quasi tutti con il proprio boardgame in elaborazione. Durante questo periodo di pausa, sono stato contattato da diverse persone che vorrebbero partecipare a queste serate, già dai prossimi incontri. Non posso che essere entusiasta  nel vedere  una piccola iniziativa di due o tre soci prendere piede ed espandersi.

La progettazione dei giochi da tavolo, in libreria è introvabile, ma è disponibile su Amazon.

Come  tutte le cose, che nascono in piccole realtà e poi si espandono, bisogno  adeguarsi e adattarsi  alle nuove situazione. Già nelle ultime sessioni era nato qualche piccolo problema di organizzazione, e così ho fatto un giro per il web cercando aiuti che mi suggerissero come gestire la cosa. Ho fatto tesoro anche dei suggerimenti  portati da amici che hanno partecipato alle nostre serate. Così, mixando dei concetti presi da un libro sul game design con alcune considerazione, ho realizzato questa lista di  consigli da seguire per la gestione delle serate boardgame:

 

-Se in una serata hai giocato il tuo boardgame, assicurati di avere provato almeno il gioco di un altra persona. Questa è sia una questione di rispetto, che una  possibilità importante. Provare e giocare giochi altrui può aiutarti a elaborare idee per il tuo progetto.

-Non è necessario (a meno che non si sia nelle fasi finali dello sviluppo di un gioco completo al 99%) provare un boardgame con il massimo numero dei partecipanti. Molti giochi, “girano” meglio con un numero intermedio di giocatori. Se il tuo gioco è da 3 a 6 giocatori, assicurati che funzioni bene in 3, 4 e 5…. il mercato è pieno di giochi da 3 a 6, che “girano” solo in 4 e 5.

-Durante la partita di playtest, non esprimete giudizi sul gioco. Prendete carta e penna, annotatevi tutto e a fine gioco dedicate 15-20 minuti (di più sarebbe superfluo e ridondante) alla discussione. Parlando delle regole del gioco durante la partita allungate solo i tempi e rovinate l’esperienza di gioco, che ne risulterà  meno appassionante.

-Nei panni di autore, limitati a spiegare il gioco e non a spiegare “come si gioca”. I motivi per fare questo sono diversi. Molti giocatori si divertono a “esplorare” il gioco e a scoprire le strategie migliori, se gli vengono spiegate, il divertimento finisce. Quando spieghi “come si gioca” in verità spieghi  il tuo punto di vista sul gioco e spieghi le tue strategie. Un giocatore, ragionando di testa propria potrebbe adottare soluzioni a cui non hai pensato che portano alla luce difetti o strategie sbilanciate. Sembra una cosa poco importante ma… limitatti a spiegare le regole del gioco e non “come si gioca”.

-Altra regola importante, non è necessario (a meno che non si sia a progetto quasi ultimato) provare un boardgame per un intera partita completa. Sopratutto alle prime fasi un boardgame rivela i suoi difetti dopo due o tre turni. L’autore vede subito diverse cose che secondo lui non funzionano, e proseguire una partita serve solo a fare confusione. Generalmente una partita di playtest non dovrebbe mai eccedere l’ora o ora e mezza, anche per giochi molto lunghi… e se in un ora e mezza, almeno tutti i giocatori non hanno fatto due turni… bé questo è un difetto grosso. Limitare il tempo di playtest di una partita non toglie niente all’autore, che riesce a individuare subito cosa modificare e permette a più persone di far provare il proprio gioco.

-Come autore prendi appunti durante la partita su cosa ti convince e cosa no. Prendi appunti sulle regole che i giocatori tendono a dimenticarsi o di cui chiedono in continuazione chiarimenti. Non essere permaloso, se stai playtestando è perchè il tuo gioco deve essere modificato… se andava già bene non c’era bisogno di fare playtest 😉 .L’operazione di playtest avviene per sottrazione, ovvero, generalmente vanno eliminate diverse cose che all’autore sembrano INDISPENSABILI ma in verità sono del tutto SUPERFLUE.

-L’ambientazione è la tua ultima preoccupazione. Ok, se realizzi un prototipo scegliere una grafica idonea e un tema adeguato può aiutare, ma non soffermarti troppo sull’ambientazione, in molti casi, è la prima cosa che viene cambiata.

-Può capitare che una regola o un concetto a cui l’autore non sarebbe mai arrivato, sia la prima cosa che viene in mente a un giocatore esterno.

Cosa ne dite di questi suggerimenti? Personalmente li trovo tutti molto validi e sopratutto possono aiutarci a gestire serate di playtest con 8-10 persone. Se volete partecipare a queste serate non dovete fare altro che consultare questo blog o contattarmi tramite mail. Per chi è interessato esiste anche un gruppo whats’app che raggruppa tutti gli “aspiranti autori”.

Ciao, grazie a tutti per l’attenzione e a presto.

Fabio

 

 

 

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