Avventure adulte

Che cos’è un’avventura adulta? Un’avventura adulta è un’avventura che non puoi apprezzare se sei un ragazzino.

Qualche anno fa avevo già parlato dell’argomento, all’epoca l’ispirazione fu il crescente successo di Game of Thrones e le numerose scene di sesso e violenza del telefilm e del romanzo. A distanza di oltre quattro anni torno sull’argomento, ma questa volta a spingermi a parlare nuovamente di temi maturi e avventure è qualcosa di molto più vicino al mondo grd.

In occasione del Modena Play è uscito UHV.M.18 l’ultima espansione per #URBANHEROES. Come potete immaginare dal titolo si trattava di un’espansione incentrata proprio su quei temi che si potrebbero toccare quando si decide di giocare un’avventura adulta ed io ero al Play proprio per far provare #URBANHEROES, ma ho scelto di non portare un’avventura ispirata alla nuova espansione.

Il motivo è semplice: non avrei saputo chi si sarebbe seduto al mio tavolo. Mi sono ritrovata spesso a giocare con persone mai viste prima, soprattutto in ambito LARP ma raramente ho scelto di protare il gioco su temi “seri”.

In un fantasy classico come potrebbe essere D&D , se vi fermate un momento a pensare, potrebbe essere molto semplice virare la narrazione su temi non adatti ai minori. La classica donzella in pericolo che sta fuggendo dal suo aggressore potrebbe essere in fuga dal suo stupratore, i pg potrebbero assistere alle torture che i drow infliggono ai loro prigionieri o subirle in prima persona. Ne “il libro delle fosche tenebre”, per quanto presentato come un manuale sicuramente non per tutti ma che di certo non ti fa venire gli incubi la notte, presenta un paio di PNG che se resi bene possono far chiudere lo stomaco per qualche minuto ai giocatori più sensibili.

Mentre scrivo mi vengono in mente le cattedrali di carne degli tzimisce di Vampire the Masquerade, l’ampia scelta di ororrori lovecraftiani di Call of Cthulhu, intesi come esperienze vissute dai personaggi, e anche voi se fate uno sforzo di memoria ricorderete delle situazioni in cui i PG si sono ritrovati in situazioni adulte. Probabilmente hanno ucciso qualcuno con le proprie mani (quasi sicuramente il malvagissimo di turno) o hanno assistito ad omicidi, torture ed altre cose brutte e serie.

In tutti gli esempi che ho fatto o a cui vi ho fatto pensare si trattava di situazioni in contesti lontani da noi,  in comode sandbox in cui la violenza non è veramente violenza, in cui gli orrori del mondo esistono solo come cornice. Tutti i nostri PG hanno probabilmente mandato a 0PF il delinquente di turno per consegnarlo alle autorità avendo premura di non ucciderlo. Non abbiamo mai considerato che questo voleva dire picchiare qualcuno, spesso in corpo a corpo,  fino a fargli perdere i sensi. E va bene così, è D&D e non è pensato per avventure con personaggi psicologicamente complessi. E’ un mondo privo di zone grige dove bene e male sono ben definiti. Pensate che ci sono addirittura incantesimi per stabilire se uno è buono o cattivo.

Per altri giochi è diverso, il gioco che avrei dovuto narrare, #URBANHEROES, è uno di questi. Il mondo è il nostro mondo, un mondo in cui uccidere qualcuno, anche per legittima difesa, ti segna psicologicamente a vita, in cui per riprendersi dai traumi ci vogliono lunghi periodi di terapia. Non mi sembrava quindi il caso di far immergere degli sconosciuti in avventure che coinvolgessero lo sfruttamento di essere umani, indicibili perversioni, violenze di vario genere e tutte quelle cose brutte che ci sono nel mondo, soprattutto avendo un’ora e mezza di tempo.

Anche riuscendoci in poco tempo (e non sono così brava) avrei corso il rischio di toccare nervi scoperti o semplicemente di mettere a disagio qualcuno o che un giocatore mettesse a disagio un altro giocatore. Le soluzioni adottate di solito per il problema, come safe words o parlare prima di giocare, erano inattuabili nel poco tempo a disposizione.

Le avventure adulte le riserverò per i giocatori che conosco da una vita, di cui conosco la maturità, in sessioni e campagne lunghe abbastanza da poter correggere il tiro se si toccasse qualche argomento che rovina la serata a qualcuno al tavolo o se ci si accorge che quello che si vuole è menare i cattivi senza troppo approfondimento psicologico.

I giochi e le avventure che toccano con realismo temi adulti possono essere meravigliosi, ma a patto di essere tutti d’accordo e di avere le condizioni giuste per farlo.

Avete mai giocato avventure che toccassero temi scomodi come la violenza, la criminalità organizzata o lo sfruttamento? Vi siete mai trovati in una situazione di disagio al tavolo da gioco? Insomma, qual è il vostro rapporto con le avventure VM18?

Un commento su “Avventure adulte”

  1. Sia a Play che in associazione ho scritto e masterizzato avventure che toccavano temi maturi (dipendenza, sfruttamento, discriminazione, omosessualità). La mia esperienza diretta è che bene o male la maturità con cui il tema viene affrontato dai giocatori riflette la maturità con cui il tema viene esposto nell’avventura: uno stesso tema può essere presentato come humor nero o come un vero e proprio dramma.

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